Carla Fracci: ritratto di un mito

“La prima ballerina assoluta”, così Carla Fracci fu chiamata dall’illustre New York Times e così merita di essere ricordata la stella del palcoscenico italiano più amata di tutti i tempi.

Classe, eleganza e leggiadria sono stati donati al grande pubblico (sebbene la danza classica sia un’arte purtroppo di nicchia, infatti, le icone come Carla Fracci distruggono i limiti dell’arte e coinvolgono qualsiasi classe sociale, ogni tipologia di mente, superando gli interessi e coinvolgendo chiunque) tra un plié e un sorriso per 84 anni, finché il 2021 ha deciso di privarci di tutto ciò, lasciandoci il ricordo di una grandissima icona, di una diva avvicinabile dall’alto del suo candore e della sua purezza eterea.

Una carriera iniziata a dieci anni, quando l’amatissima “Carlina” sostenne l’audizione per la prestigiosa Scuola di Ballo diretta da Ettorina Mazzucchelli, la quale subito notò l’impossibile da non notare talento di cui era caratterizzato quel piccolo scricciolo moro.
E la sbarra diventò la migliore amica di quell’anima libera. E proprio la sbarra la portò a debuttare nel 1955 direttamente dalla porta principale, la porta delle divinità, quella della Scala, interpretando la Fata di Cenerentola.

E da quel momento divenne davvero la fata della danza, inarrestabile, sempre meravigliosa e sempre capace di donar magie a ogni passo di danza, così angelica da aver ormai raggiunto i suoi simili.