Cos’è l’opera comica?

L’opera comica può essere identificata come un’opera drammatica cantata di natura leggera o comica, che include dialoghi parlati e si risolve generalmente in un lieto fine. Tuttavia, una definizione univoca di questo genere non è possibile trovarla, in quanto nel corso dei secoli, con la sua diffusione in molti paesi, si sono venuti a creare diversi sottogeneri di opere comiche, ognuna con le proprie caratteristiche e il proprio stile. 

Per capire meglio di cosa si tratta, in seguito cercheremo di vedere innanzitutto da dove nasce e come si è sviluppata questa tipologia di opera, per poi capire quali sono le differenze con l’opera seria. 

La storia dell’opera comica

Le origini dell’opera comica vengono fatte risalire solitamente alla fine del XVII secolo in Italia. In realtà, già in molti anni prima, nella prima metà del secolo dei lumi, possiamo trovare le tracce della cosiddetta opera buffa, nata come alternativa all’opera seria. In Francia si fece strada invece l’opéra comique, una forma popolare il cui nome deriva da un teatro di Parigi. A differenza della versione italiana, l’opéra comique non doveva essere necessariamente umoristica, ma poteva anche avere un’impronta drammatica. L’elemento comune invece risiedeva nella presenza di dialoghi e di arie parlate. Tra gli esempi più conosciuti del genere in Francia ci sono la Carmen di George Bizet. Nell’800 si diffuse anche l’operetta francese, un genere che ricalcava lo stile dell’opéra comique. Tra i principali esponenti in questo caso ci fu Jacques Offenbach.

La forma italiana e francese ebbe molto successo nei rispettivi paesi. Tuttavia, il genere si diffuse anche in molte altre parti d’Europa, acquisendo delle caratteristiche peculiari in base alle diverse culture che incontrava. In particolare, nel corso dell’700 e dell’800 nasceranno l’opera comica russa, la ballad inglese, la zarzuela spagnola, l’opera viennese e l’opera sabauda. 

L’opera comica fu introdotta in Russia nella seconda metà del ‘700, precisamente agli inizi degli anni ‘70. In particolare, il genere si diffuse soprattutto sotto il regno di Caterina. Consisteva in un breve spettacolo teatrale (uno o due atti) che comprendeva canzoni, ensemble vocali e cori. A comporre la musica erano soprattutto compositori russi o stranieri residenti. Gli artisti venivano istruiti a cantare i loro numeri vocali sulla melodia delle arie popolari del giorno.

In Spagna, invece, un genere simile all’opera comica è la Zarzuela, introdotta nel paese intorno al XVII secolo. Si trattava di una tipologia di opera che alternava scene parlate e cantate, e comprendeva anche danze, numeri di ritornello e scene umoristiche. In realtà, ci sono due forme principali di zarzuela: la zarzuela barocca, diffusasi tra il ‘600 e la prima metà del ‘700 ed è lo stile più antico, e la zarzuela romantica, nata intorno alla metà dell’800. Inoltre, anche quest’ultimo genere può ulteriormente suddiviso nei sottogeneri di género grande e género chico.

In Inghilterra, l’opera comica era conosciuta anche come ballad opera, un genere fondato solitamente su canzoni popolari. Nell’800, gli esponenti di spicco dell’opera comica britannica erano soprattutto Gilbert e Sullivan.

Le differenze tra opera comica e opera classica

L’opera comica e l’opera seria sono caratterizzate da molti elementi in comuni, ma sono altrettanti numerosi anche i fattori che separano in maniera netta i due generi. Ad esempio, una delle differenze fondamentali riguarda i temi: mentre l’opera seria tratta di divinità ed eroi (spesso anche monarchi), l’opera buffa prevede generalmente trame comiche in un ambiente contemporaneo. Delle divergenze si possono rinvenire anche nella struttura: l’opera serie infatti prevede solitamente tre atti, mentre invece l’opera comica prevede due atti. Nel primo caso, inoltre, come personaggi principali vengono utilizzate voci acute (soprani o castrati), mentre nell’opera buffa vengono utilizzate voci maschili inferiore, esclusi i castrati. 

Un’ulteriore differenza riguarda poi il pubblico dei due generi. L’opera seria infatti era un intrattenimento creato e raffigurato principalmente per i re e per la nobiltà, mentre l’opera comica, rappresentava storie e temi delle persone comuni, con un linguaggio poco altisonante, spesso dialettale, maggiormente aperto quindi alle classe inferiori.