Da quali opere iniziare per innamorarsi della lirica

Da quali opere partire per innamorarsi del genere

Avvicinarsi alla lirica sembra ostico per chi non la mastica e per chi, invece, la mastica, ma deve convincere qualcuno ad assaggiarla. La verità, però, è che basta soltanto una piccola spinta iniziale e l’opera giusta per innamorarsi di quest’arte.

Ecco perciò un elenco di spettacoli meravigliosi per attrarre nuovi estimatori:

Tosca

La Tosca di Giacomo Puccini, dal libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa e dal dramma originale di Victorien Sardou, è spesso ritenuta il melodramma più pop di tutti. Ciò poiché è una narrazione diretta e immediata, il cui messaggio risulta di facile ricezione. E il tutto è aiutato dal fatto che si tratti di una narrazione breve.
La sua prima rappresentazione avvenne a Roma il 14 gennaio del 1900. Il tema dell’opera riguarda le più classiche e importanti contrapposizioni: l’amore contro il potere, l’enorme passione contro l’inganno, la libertà contro l’oppressione.
Ci si trova nella Roma del 1800, tra rivoluzionari seguaci di Bonaparte e i rappresentanti dello Stato Pontificio.
Al centro della narrazione vi è il pittore Mario Cavaradossi, repubblicano, la sua amante Floria Tosca, cantante dalla forte personalità, e il Barone Scarpia, capo della polizia, nemico di Cavadossi e desideroso di Tosca.

Don Giovanni

Il Don Giovanni è un’opera dovuta a Wolfgang Amadeus Mozart, dal libretto di Lorenzo Da Ponte. È spacciatamente moderna in quanto incredibilmente rivoluzionaria, poiché fa sì, come pochi all’epoca, che addirittura si tifi per il cattivo della situazione.
Il protagonista è infatti un uomo indegno, uno stupratore e assassino, per il quale, in un modo o nell’altro, non si prova tutto l’odio che si dovrebbe nutrire nei suoi confronti. Ciò perché fa presa su quello che piace al pubblico: ridere. Riesce ad ammaliare gli spettatori col suo carattere restio alle responsabilità, provocando ilarità.
Il personaggio perciò mette alla prova i principi di chi lo guarda, coinvolgendolo. Il tutto anche grazie alla mancanza di moralità presente allo stesso modo negli altri personaggi, che setta un livello di bene molto basso, per il quale risulta meno crudele l’affezione a un personaggio negativo quale Don Giovanni.

La Traviata

La Traviata è un capolavoro di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave. È incredibilmente popolare e si basa sul romanzo di Alexandre Dumas figlio, chiamato La signora delle camelie, altro elemento di punta dell’arte.
L’opera si focalizza su una donna, una donna molto particolare per l’epoca, in quanto incredibilmente autodeterminata, soprattutto in virtù del periodo nel quale è nata e vissuta.

Il barbiere di Siviglia

Il barbiere di Siviglia è dovuto a Gioacchino Rossini e al libretto di Cesare Sterbini. Figaro è un barbiere tuttofare che ha rubato il cuore e la memoria di tutti gli amanti del genere e di chiunque abbia un po’ di conoscenza di questo stile. È infatti il personaggio più noto di quest’arte. L’uomo, tra errori, travestimenti e sceneggiate comiche ha regalato risate a tantissime persone, mentre ha cercato di far coronare il sogno d’amore di una giovane coppia.

La cavalleria rusticana

La cavalleria rusticana è un’opera particolarmente breve dovuta a Pietro Mascagni, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, tratto dalla novella dallo stesso nome di Giovanni Verga.
È ambientata in Sicilia, dove un giovane Turiddu dedica una serenata alla sua promessa Lola, prima della partenza per il fronte. Al ritorno però la fanciulla è sposata a compare benestante Alfio. E i due finiscono per sfidarsi a duello.