“De’ relitti e delle quarantene”: la prima opera lirica ai tempi del Covid-19

È un’opera buffa il primo prodotto lirico ai tempi del Coronavirus e, dato il momento storico, è sicuramente una scelta quantomai azzeccata.

Si chiama “De’ relitti e delle quarantene” ed è stata “partorita” dal compositore livornese Mario Menicagli proprio durante i giorni di quarantena che lo hanno costretto, com’è accaduto per tutti noi, tra le mura domestiche per oltre due mesi. Un omaggio, ovviamente, al celebre saggio “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria – stampato proprio a Livorno – che scosse il mondo di fine Settecento e che fu il perno intorno al quale Thomas Jefferson e i padri fondatori degli Stati Uniti d’America basarono le nuove leggi costituzionali americane.

L’opera

Protagonista dell’opera è una coppia di pensionati – marito e consorte – di cui Gervasio è il basso/baritono e Argia è il soprano. Sposati da decenni, si ritrovano improvvisamente a vivere la clausura da Coronavirus e, da lì, si dipanano una serie di eventi, incomprensioni, litigi e riappacificazioni che passano anche attraverso confessioni, rimpianti e lacrime… tutto, ovviamente, finché l’emergenza non si chiude e viene comunicato il ritorno alla tanto agognata normalità.

È stato un modo, come ha spiegato l’autore, per esplorare nel profondo questa nuova condizione esistenziale che, in un modo o nell’altro, ha sorpreso e riguardato ognuno di noi, ricalcando l’opera buffa settecentesca e lo stile rossiniano.

In questa originale realizzazione, Menicagli è stato affiancato dal poeta e scrittore toscano Lido Pacciardi, con cui aveva già collaborato in passato.

“De’ relitti e delle quarantene” si compone di un atto unico diviso in due parti, durando in tutto appena 28 minuti: si svolge in un quartetto d’archi e cembalo a cui si aggiungono, ogni tanto, contrabbasso, oboe, flauto, fagotto, corni, trombe e timpani.

Il debutto è previsto per questo Luglio nella stupenda cornice della Tenuta Bellavista Insuese a Collesalvetti, in provincia di Livorno, dinanzi ad un pubblico ristretto come Coronavirus impone: il massimo dei partecipanti presenti non dovrà superare gli undici elementi e i due cantanti, Carlo Morini e Costanza Gallo, si manterranno per tutto il tempo a distanza reciproca, sul palco, per rispettare le normative vigenti. Non mancheranno, all’accoglienza degli ospiti, anche termometri digitali per la misurazione della temperatura e dispenser di gel disinfettante.

Tante anche le altre rassegne estive che hanno richiesto la rappresentazione dell’opera: trattandosi di un tema molto attuale e messo in forma buffa, oltretutto di una durata davvero breve e per nulla “pesante”, infatti, può essere integrata all’interno di altre opere barocche o nell’esecuzione di arie del repertorio lirico sfruttando l’organico e le voci previste, come assicurato dallo stesso Menicagli.