Donne e opera lirica: 5 Eroine femministe

L’opera lirica potrebbe sembrare agli occhi di molti un genere prettamente maschile ed a volte anche un po’ maschilista.

Certo, è vero che i libretti delle opere sono sempre stati scritti da uomini ed in tutte le opere liriche è sempre un personaggio maschile ad eseguire le azioni mentre i ruoli femminili sono un po’ quelli che si trovano a subire tutte le scelte effettuate dagli uomini, eppure ci sentiamo di dire che numerose opere sono decisamente molto femminili.

Dalla Tosca alla Carmen, passando per Madama Butterfly i personaggi femminili sono sempre descritti come indomiti e pieni di forza , capaci di sopportare il bello ed il cattivo tempo pur di far valere i propri diritti e le proprie emozioni. Ecco, pensiamo che tutte queste donne siano in grado ognuna di rappresentare un lato del carattere della donna odierna, per questo oggi daremo spazio a queste eroine cercando di descrivervi le loro caratteristiche e come sono in grado di donare grande peso all’opera.

Carmen

da Carmen di Georges Bizet, libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy

Carmen la gitana è l’archetipo della donna passionale, indipendente ed indomabile che esercitava molto fascino in alcuni ambiti del romanticismo francese.

Rappresenta l’amore forte ed impetuoso che va oltre gli schemi e che segue delle regole proprie. Lo stauts di zingara di Carmen enfatizza queste caratteristiche dato che lei stessa in quanto emarginata non ha il dovere di seguire le regole e gli schemi imposti dalla società.

Nonostante il finale dell’opera ci suggerisca un approccio morale classico, per cui la donna “ribelle” che non segue gli ordini paga a caro prezzo le proprie scelte, Carmen appare soprattutto come una donna battagliera che mette al primo posto il proprio amore e lo difende senza paura. Il suo amore non è innocente ma non c’è traccia di corruzione morale nel suo personaggio, è come se questa volta, l’opposto dell’ innocenza non fosse il peccato ma la consapevolezza.

Nonostante al suo debutto l’opera non ebbe grande successo, oggi Carmen è il ruolo per mezzo soprano più popolare mai scritto e contiene una dell arie più famose della storia dell’opera: L’Habanera.

Fidelio

da Fidelio di Ludwig van Beethoven, libretto di Joseph Sonnleithner

Fidelio ribalta completamente lo schema classico attribuito alla donna nell’opera Lirica, Leonora non è soltanto l’eroina ma è l’eroe!

Leonore, moglie del protagonista maschile dell’opera, Florestan, assume l’identità maschile di Fidelio e cerca di salvare il suo sposo.

Leonora-Fidelio si trova a guidare tutta l’azione dell’opera, azione che invece gli altri personaggi maschili subiscono miseramente ed inoltre, a differenza di tutti gli altri personaggi femminili mai analizzati, si trova ad utilizzare una dote del tutto nuova: la forza e non solo l’astuzia come si è soliti attribuire alle donne.

Fidelio rappresenta agli occhi di tutte noi, l’incarnazione del perfetto principe azzurro delle favole pronto a fare di tutto per salvare la propria amata o amato, in questo caso.

Adalgisa

da Norma di Vincenzo Bellini, libretto di Felice Romani

Pur non essendo la protagonista dell’opera in cui è inserita, Adalgisa è davvero un personaggio interessante completamente diverso da tutte le eroine del suo tempo.

Sacerdotessa vergine ammaliata da Pollione è pronta a rinunciare a tutto, anche ai suoi voti in favore dell’amore per l’uomo che ama. Quando però Adalgisa, scopre che l’uomo che ama ha ferito e tradito un’altra donna, Norma, fa una cosa che nessuna eroina romantica avrebbe mai fatto: smette immediatamente di amare quell’uomo.

Il solo pensiero di Pollion che tradisce Norma genera in Adalgisa un senso di disgusto che la porta a respingere l’uomo che amava.

Vien fuori così l’importanza della solidarietà femminile a discapito dell’amore per il proprio uomo.

Adina

da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, libretto di Felice Romani

Come ultimo personaggio abbiamo scelto di analizzare la figura di Adina in L’elisir d’amore. Certo, sicurtamente Adina sarà vista come un personaggio molto tradizionale infatti alla fine dell’opera sceglie di abbandonare la propria indipendenza in favore del matrimonio, però come ben sappiamo scardinare i ruoli classici non era un presupposto dell’epoca.

Nonostante tutto ci sentiamo di riconoscerle alcune doti non convenzionali a questo personaggio.

Prima di tutto la sua passione per la lettura e il continuo studio, due passioni non convenzionali per i personaggi femminili dell’epoca, nonchè la piena consapevolezza delle proprie azioni.

La scelta di Adina di cambiare continuamente amante è una scelta molto ragionata e per niente frivola, così come la scelta di far ingelosire Nemorino. Dall’opera non emerge un carattere scaltro come solitamente attribuito alle donne ma piuttosto un’indole razionale e intelligente che avrà sempre la meglio anche sulle decisioni del proprio amato.

Brunilde

da SigfridoLa valchiria e Il crepuscolo degli dei di Richard Wagner

La figura di Brunilde potrebbe essere ridotta semplicemente ad “una donna che si getta sulla pira del proprio amante morto” ma non è davvero così semplice.

Una valchiria, così come un’amazzone è una vera e propria icona dell’affermazione femminile e Brunilde nell’opera viene infatti descritta come una vergine guerriera che sfida a duello i propri pretendenti e che ha il compito di raccogliere le anime degli eroi caduti.

Siamo fermamente convinte del fatto che in un universo di eroine romantiche che nel migliore dei casi si lasciano morire per non creare troppo disturbo, la figura di una valchiria e quindi anche quella di Brunilde è indubbiamente un modello di comportamento molto più stimolante e molto vicino all’emancipazione del ruolo femminile classico.

Nonostante l’epoca in cui siano state scritte le opere, abbiamo avuto la fortuna di individuare dei personaggi forti, intelligenti e pronti a ribaltare a qualsiasi costo i ruoli tipici della donna imposti dalla società.