Giovani e musica classica: un connubio attuale?

Chi ha detto che la musica classica è fuori moda?

Anzi, è talmente parte integrante del nostro quotidiano che, probabilmente, non ci rendiamo nemmeno conto del suo ruolo nelle nostre vite: la ritroviamo che aleggia in background in molti spot pubblicitari, riproposta in versioni classiche o moderne in tantissimi show televisivi, persino ripresa in brani contemporanei di altri generi, su tutti – incredibile a dirsi – quelli di matrice Nu Metal, che hanno fatto delle eterne melodie di un tempo un cardine importantissimo intorno al quale svilupparsi.

Da lì, anche il costante e crescente interesse da parte dei giovani che non sono incuranti in massa, come si potrebbe pensare, di questa parte importantissima del patrimonio mondiale culturale.

La situazione attuale

Sicuramente, alla domanda “che musica ascolti?” difficilmente un giovane risponderebbe “quella classica“: questo anche a causa del fatto che non esiste un trend massivo dedicato e, soprattutto, al ruolo sempre più “mortificato” che la musica ha assunto nelle scuole, oramai spesso addirittura eliminata dai programmi annuali oppure soltanto sfiorata senza alcuna reale competenza o passione per la materia.

Fortunatamente, però, c’è chi riesce ad andare oltre la moda, oltre gli insegnamenti dei professori ed oltre il consumismo, diventando realmente “alternativo”, in un’accezione che potremmo definire completamente capovolta rispetto alla solita: può accadere grazie ad una melodia ascoltata in uno spot o per amore di uno strumento musicale o, ancora, proprio grazie ad una band famosa che ha rimesso in piazza i brani dei grandi musicisti di un tempo, rivisitati alla maniera moderna.

D’altro canto, secondo recenti ricerche, la musica classica non solo riserva un’innumerevole quantità di benefici per chi la ascolta (concilia il sonno ed il relax, normalizza il battito cardiaco, aiuta a superare addirittura il dolore fisico grazie alla sensazione di benessere che irradia nel nostro corpo), ma favorisce il pensiero autonomo proprio perché, non trattandosi di qualcosa di trendy e di “obbligato” dal mercato consumistico, viene ascoltata da chi riesce ad emozionarsi con qualcosa di molto personale e non condizionato da fattori esterni predominanti (come possono essere amici, fidanzatini etc).

Infine, non bisogna dimenticare che chiunque scelga di perseguire un percorso culturale, professionale o conoscitivo in questo campo dovrà necessariamente passare per lo step della musica classica: non esiste pianista o tastierista rock/punk che non sia passato prima per Beethoven o Mozart, per intenderci.

Insomma, se è vero che i bambini sono “spugne” pronte ad assorbire al massimo tutte le sollecitazioni provenienti dall’esterno, considerare l’idea di fornire loro anche qualche strumento in questo settore non può che essere una scelta sensata, positiva e benefica per aiutarli a scegliere al meglio, in futuro, la propria strada!