Grandi compositori italiani

I più grandi compositori di musica classica sono considerati delle figure di spicco nella storia perché sono stati capaci di cambiare completamente il mondo della musica.

I grandi compositori hanno davvero rivoluzionato il panorama musicale da un punto di vista tecnico, stilistico ed armonico creando delle sinfonie intramontabili che ancora oggi amiamo ascoltare nelle sale da concerto.

I veri appassionati non possono fare a meno di scandire le loro giornate al suono di sinfonie di Vivaldi, Rossini e Verdi, i compositori italiani che insieme ad altri colleghi hanno reso famosa la musica classica in tutti il mondo, non soltanto in Italia.

Dato che l’Italia è una paese ricco di storia ma soprattutto di arte, vediamo insieme quali sono i più grandi compositori musicali italiani, che allietano tutt’oggi la nostra vita con i loro brani.

Antonio Vivaldi

Il nostro excursus nel mondo dei compositori non poteva che iniziare da Vivaldi, colui che ebbe un enorme influenza sullo sviluppo del concerto e condizionò notevolmente la musica del diciottesimo secolo.

Figlio di un barbiere e musicista dilettante, Vivaldi apprese sicuramente dal padre la sua passione per il violino, nella sua vita compose moltissime sonate e divenne direttore d’orchestra della sua città, Venezia.

L’insieme dei lavori di Vivaldi è davvero impressionante, si contano almeno 825 opere accertate nella sua carriere, così divise:

  • 78 sonate;
  • 21 sinfonie;
  • 457 concerti;
  • 48 opere teatrali;
  • 100 arie distinte;
  • 59 cantate profane;
  • 2 oratori;
  • 60 opere vocali sacre.

Tra i suoi lavori ricordiamo i quattro concerti per violino, conosciuti come Le quattro stagioni, sicuramente considerate come alcune delle opere più riconosciute al mondo.

Gioacchino Rossini

Figlio d’arte, padre trombettista e madre cantante, Rossini dimostro le sue attitudini musicali fin dalla giovane età.

Inizio a comporre musica intorno ai dodici anni ed a diciotto anni, una volta lasciato il liceo, scrisse la sua prima opera: La cambiale di matrimonio.

Da quel momento continuò a produrre una serie di lavori molto popolari fino ad approdare a due dei suoi lavori più famosi: Il Barbiere di Siviglia e il più recente Guglielmo Tell.

Compose opere per due decenni davvero brillanti poi, dopo il successo di Guglielmo Tell, smise di comporre. Il motivo resta ancora sconosciuto, si sospetta che l’artista volesse prendere una pausa che purtroppo non ebbe mai fine.

Ancora oggi, le sue opere vengono rappresentate nei migliori teatri del mondo.

Giacomo Puccini

A discapito della tradizione familiare che vantava generazioni di musicisti e compositori, Giacomo non dimostrò da subito una grande passione per la musica.
Fu la caparbietà della madre che convinta del suo talento, lo mando a studiare all’Istituto Musicale di Lucca, e lo fece seguire dal maestro Carlo Angeloni che con grande dedizione e pazienza, fece di Giacomo un musicista senza rivali.

Iniziò la sua carriera di compositore più tardi rispetto ai suoi colleghi ma collezionò ugualmente grandi successi come: La Bohème, La Tosca e Madame Butterfly.

L’ultima opera di Rossini, Turandot, rimase incompiuta nel 1924 quando il compositore morì di cancro alla gola.

Giuseppe Verdi

Proveniente da una famiglia modesta, Verdi dimostrò le sue abilità musicali davvero molto presto. Cominciò a comporre intorno ai tredici anni pezzi per pianoforte ed opere per strumenti solisti; una delle sue prime composizioni più belle fu una nuova ouverture per l’opera di Rossini Il Barbiere di Siviglia.

Tutta la sua carriera, ricca di opere intramontabili può essere suddivisa principalmente in tre fasi:

  • Le opere giovanili: Oberto (1839), Nabucco (1842), I Lombardi (1843), Ernani (1844), I due Foscari (1844), Giovanna d’Arco (1845), Alzira (1845), Attila (1846), Macbeth (1847), I masnadieri (1847), Jérusalem (1847), Il corsaro (1848), La battaglia di Legnano (1849), Luisa Miller (1849) e Stiffelio (1850).
  • Le opere intermedie: Rigoletto (1851), Il trovatore (1853), La traviata (1853), I vespri siciliani (1855), Simon Boccanegra (1857), Aroldo (1857), Un ballo in maschera (1859), Inno delle nazioni (1862), La forza del destino (1862), Macbeth (1865), Don Carlo (1867), Aida (1871), Quartetto per archi (1873) e Messa da Requiem (1874).
  • Le opere finali: Otello (1877), Falstaff (1893) e Quattro pezzi sacri (1898).

Tutt’oggi Verdi è considerato uno dei più grandi compositori lirici mai vissuti: grazie ai suoi lavori, l’opera raggiunse il suo apice.

Una volta terminato il nostro breve excursus, non ci rimane che prendere un bel disco e mettere su uno dei brani dei nostri amati compositori, in attesa di poter tornare presto a popolare i teatri e vedere dal vivo le nostre opere tanto amate.