La musica classica nell’era moderna

La musica classica è ben lontana dall’essere “scomparsa” dagli scenari odierni che viviamo ogni giorno, anzi: la ritroviamo molto spesso incastonata in brani di artisti contemporanei e compagna di canzoni che appartengono a generi completamente diversi, fusa e sagomata all’interno delle esigenze moderne.

Un’evidenza di cui ci siamo resi conto anche quando abbiamo esplorato il connubio tra i giovani e questo tipo di musica.

Ma qual è, quindi, il suo reale ruolo all’interno della iper-tecnologica era moderna, in cui ci ritroviamo bombardati continuamente da contenuti, informazioni e mode, spesso anche senza averlo espressamente richiesto?

Classico e moderno: un unico filo conduttore

Se ci soffermiamo sulle origini della musica moderna, così come la ascoltiamo e la concepiamo oggi, non dobbiamo inoltrarci molto in là negli anni per trovarne le radici: è stato proprio all’inizio del XX secolo, infatti, che musica e cinema hanno cominciato ad acquisire la “forma” del business. Da lì è stata una strada piena di salite e discese, con la nascita dei primi generi di “musica bianca” (country) e “musica nera” (jazz/blues), melodie in cui gli strumenti e i testi (quando c’erano) erano un tutt’uno e riflettevano le evoluzioni e le rivoluzioni socio-culturali che, man mano, avvenivano nel corso della storia.

Contaminazioni che sono arrivate, poi, anche da tantissimi altri ambiti, incluso quello letterario e filosofico, tant’è che Friedrich Nietzsche disse: “Senza la musica la vita sarebbe un errore“. Ed aveva proprio ragione.

Nessuno, al giorno d’oggi, potrebbe affermare di essere cresciuto lontano dalla musica, sia essa quella che viene proposta in radio o, piuttosto, quella forgiata nei luoghi più dimenticati della Terra tra tamburi e canti popolari.

Ed ecco che, così, si arriva anche al rock, poi al punk, al reggae e a tutta la musica che, qui in Occidente e non solo, ascoltiamo regolarmente.

Più il pensiero umano si è definito ed affinato e più la musica ha cominciato ad acquistare un ruolo di primaria importanza nella vita quotidiana del singolo e delle comunità: con i Gospel (provenienti proprio dalla musica “nera” afroamericana) si comunicava, cantando, direttamente con Dio!

Insomma, quello che è importante analizzare è che, guardando al Novecento, mentre una parte della musica era “povera” e popolare e proveniva direttamente dalle strade, un’altra fetta era colta, avanguardistica e affondava le proprie radici proprio nella musica classica; e questo succede ancora oggi. La curatissima ed estasiante musica dell’Ottocento, infatti, è diventata la base su cui lavorare per ottenere melodie più moderne, a volte commutate e trasformate da lì e a volte addirittura prese in prestito e rimodulate senza perderne le caratteristiche originarie.

La musica, in sostanza, è diventata laboratorio, sperimentazione, contaminazione e, infine, certo, anche business.

Già intorno agli anni ’20, d’altro canto, negli USA risultavano venduti circa 100 milioni di dischi ogni anno: con l’abolizione della schiavitù avvenuta non troppi anni prima, finalmente tutti avevano avuto la possibilità, indiscriminatamente, di fare musica, di suonare uno strumento, di fondare un gruppo o farsi conoscere semplicemente attraverso qualche comparsa nei locali dell’epoca.

Un’evoluzione che, ai tempi, apparve decisamente succulenta alle case discografiche nascenti e che mise al lavoro tantissimi esperti per realizzare dei supporti di memorizzazione ideali per conservare al meglio i suoni… ma anche per essere venduti.

Nel 1926, così, nacquero i primi dischi a 33 giri e un terzo (l’equivalente di un rullo di pellicola cinematografica) firmati Vitaphone e, con essi, il concetto di “album”, una parola che utilizziamo ancora oggi nell’era dei CD e del digitale.

 

Insomma, se da un lato la musica popolare è sempre stata presenza potente e dominante, inizialmente soprattutto in contesti modesti, sarebbe impossibile pensare ad una musica composta, studiata e colta – in qualunque genere esistente ad oggi – senza la base erudita e professionale che la musica classica ha dato al mondo prima del Novecento!

Non sorprende, quindi, di ritrovarcela ancora oggi piacevolmente “tra i piedi”, magari incastrata tra i fraseggi di chitarra di qualche brano metal…