La storia del Teatro Bellini di Napoli

Napoli è, in assoluto, la città con più teatri in Italia: attualmente, sul territorio ce ne sono addirittura 32, tutti ancora operanti e meta di partenopei e turisti che si godono le rappresentazioni proposte.

Dopo aver decantato le meraviglie del Teatro San Carlo, sarebbe impossibile non soffermarsi sul Bellini, anche perché c’è un detto popolare napoletano che recita: “‘O San Carlo p’ ‘a grandezza, ‘o Bellini p’ ‘a bbellezza“.

Le origini e la storia

Più giovane del San Carlo di oltre un secolo, il Teatro Bellini affonda le radici in un primo progetto commissionato dall’avvocato napoletano e barone Nicola Lacapra Sabelli all’architetto Carlo Sorgente all’interno del contesto del piano di ristrutturazione urbanistica della “bonifica delle Fosse del Grano“: era il 1864.

Il primo Bellini era un piccolo teatro a pianta circolare: un solo ordine di palchetti, due ordini a loggia continua, 1200 spettatori in totale. Fu inaugurato nello stesso anno con un’esibizione circense ed il target rimase quello fino al 1869, alternando qualche spettacolo equestre e poche rappresentazioni liriche.

Ma molto sarebbe cambiato di quell’assetto iniziale.

Il barone, infatti, una volta eletto deputato del Regno nel collegio di Vasto, lasciò l’avvocatura e divenne impresario a tempo pieno: fu proprio in quegli anni che decise di ampliare la struttura e di dedicarla principalmente ad opere liriche. La commissione per Sorgente, in quel caso, fu specifica: ristrutturarla ispirandosi all’Opéra-Comique di Parigi. L’intero edificio si trasformò, diventando più simile a quello che conosciamo oggi: pianta a ferro di cavallo, cinque ordini di palchi e un ordine a loggia continua, decorazioni firmate da nomi importanti (tra cui Giovanni Ponticelli e Pasquale Di Criscito), incluso un ritratto a olio di Vincenzo Bellini di Vincenzo Migliaro, situato a dominio degli interni tra due figure alate al centro dell’arcoscenico. Il nuovo Bellini – che solo in questo momento venne dedicato al compositore catanese – venne inaugurato nel 1878 proprio con uno spettacolo del musicista e l’anno dopo ospitò persino la prima italiana della celebre Carmen di Bizet.

Agli anni di grande splendore succedette, però, un declino nel dopoguerra: l’ultimo spettacolo venne rappresentato nel 1962 e l’anno dopo la struttura diventò un cinema, tra l’altro di basso livello.

Fortunatamente, le sorti cambiarono negli anni ’80: nel 1986, infatti, il teatro fu acquisito da Tato Russo, attore, regista, musicista e scrittore napoletano contemporaneo, che ne fece la sede della propria compagnia; da lì, una nuova inaugurazione nel 1988 e tante encomiabili stagioni teatrali. Russo è stato direttore artistico del Teatro Bellini per ben 21 anni, prendendosi il merito di riportarlo agli antichi fasti.

Oggi la gestione è passata ai suoi figli, che continuano l’opera del padre mettendo in scena i più importanti lavori italiani ed internazionali degli artisti moderni.