Le donne nelle opere di Verdi

Nato a Le Roncole, in provincia di Parma, il 10 ottobre 1813, Giuseppe Verdi è uno dei compositori più importanti della storia della musica classica. Ancora oggi le sue opere vengono rappresentate nei migliori teatri del mondo. Opere, nelle quali è sempre possibile individuare un ritratto della donna decisamente lontano dagli stereotipi dominanti nelle opere italiane del primo Ottocento.

Da Aida ad Abigaille, Verdi è stato capace di introdurre una nuova figura femminile, emancipata e coraggiosa.

Le donne nelle opere di Verdi

Ciò che contraddistingue le figure femminili dell’opera dell’Ottocento è il loro carattere di eroina romantica, uno stereotipo che Verdi tenta di superare attuando una vera e propria rivoluzione. È la voce la protagonista assoluta di questa trasformazione. In ogni timbro si possono infatti intravedere i diversi caratteri delle protagoniste verdiane.

Ma andiamo a capire nello specifico chi sono tali personaggi, cercando soprattutto di capirne le caratteristiche che le distinguono dallo stereotipo femminile ottocentesco.

La donna nelle opere ambientate nel Medioevo

Le opere che si svolgono nel Medioevo sono davvero tante in Giuseppe Verdi: I due Foscari, Il trovatore, il Simon Boccanegra, Attila e tante altre. Ma ciò che appare più interessante in queste opere è la presenza costante delle donne, che talvolta risultano essere protagoniste, come nel caso di Giovanna D’Arco. In questo dramma lirico Verdi rappresenta la donna come un concetrato di passione, mettendo in evidenza l’eroismo di Giovanna – un mito che nell’Ottocento ebbe una forte diffusione – ma senza fornire al personaggio il carattere della donna pura.

Ne Il Trovatore invece le protagoniste femminili che si contendono il protagonista Manrico, sono rappresentate da due figure completamente contrapposte. Da una parte vi è Azucena, una donna capace di grandi sentimenti ma che brama vendetta, dall’altra vi è invece Leonora, il cui amore verso Manrico è basato sulla passione.

Ne I Lombardi alla prima crociata, un’opera ambientata a Milano verso la fine dell’anno mille, si distinguono due personaggi Viclinda e Giselda, madre e figlia. Giselda si innamora del figlio del tiranno Antiochia, Oronte. Il padre viene a scoprire questo amore e disconosce sua figlia. Tuttavia, Giselda, convinta del suo amore, tenta invano di tornare tra le braccia del suo amato, il quale però muore dopo esser stato gravemente ferito in battaglia. A prima vista la sua figura potrebbe riecheggiare l’eroina classica rappresentata nell’Ottocento, ma in realtà Verdi ridimensionerà questa caratteristica quando farà guidare a Giselda e a suo padre la spedizione dei Lombardi per conquistare Gerusalemme.

Aida

Senza dubbio tra le opere più conosciute di Giuseppe Verdi, l’Aida vede come protagonista un personaggio interessante. Aida è una principessa etiope, che però diventa schiava degli egiziani. È innamorata del comandante dell’esercito Radames, il quale combatte per respingere l’attacco etiope, guidato dal padre di Aida, il re Amonasro. Quando Radames vince la battaglia, Amonasro viene fatto prigioniero. Durante i preparativi delle nozze di Radames con la principessa figlia del Faraone, Amneris, follemente innamorata del comandante, Aida propone a Radames di scappare. Durante la conversazione il comandante rivela un segreto decisivo per il destino della guerra, che viene però ascoltato da Amonasro. A questo punto, padre e figlia fuggono insieme e Radames si consegna alla giustizia. Nonostante la richiesta di Aida fatta a Radames davanti al tribunale di discolparsi e accettare il suo amore, il comandante accetta la condanna a morte inflitta per tradimento. Sepolto vivo in una grotta, Aida decide di nascondersi nella cripta per morire con il suo amato.

Abigaille, Lady Macbeth e Odabelle

Le donne sono protagoniste anche in molte altre opere di Verdi, a partire dal Nabucco, dove per interpretare il ruolo femminile di Abigaille viene richiesto un soprano drammatico capace di interpretare il carattere iracondo della principessa, oppure da lady Machbet, un personaggio malvagio ma capace anche di esprimere compassione e fragilità.

Da menzionare, infine, anche il personaggio di Odabelle, protagonista femminile del dramma di Attila, figlia del signore di Aquileia, la quale brama la vendetta per la morte della sua famiglia causata dall’invasore.