L’impresario teatrale e le sue origini liriche

L’impresario è colui che opera in ambito musicale per organizzare, sia dal punto di vista artistico che amministrativo, spettacoli o concerti. È una figura estremamente importante, le cui origini risalgono a centinaia di secoli fa.

Impresario teatrale: le origini

La nascita di questa figura risale ai tempi antichi. Fonti storiche infatti ne datano l’origine all’Antica Grecia e in particolare al fenomeno del teatro viaggiante per le piazze greche diffusosi nel VI secolo a.C.

La figura dell’impresario moderno nasce invece contestualmente all’apertura dei primi teatri pubblici in Italia, ovvero quando intorno al 1600 le strutture si aprirono anche ai ceti più bassi della popolazione. A Venezia ad esempio, nel 1637, per la messa in scena dell’Andromeda del compositore e cantante Manelli, dei capocomici romani di una compagnia lirica e del librettista Ferrari, i proprietari del teatro, la famiglia Tron, affittarono a costoro gran parte della struttura.

Da quel momento, oltre al diffondersi del fenomeno dell’apertura dei teatri al grande pubblico, la figura dell’impresario acquistò un ruolo fondamentale.

Nello stesso periodo si sostituì anche la formula della cessione parziale delle strutture teatrali con l’affitto. Tra gli impresari più importanti di quest’epoca ritroviamo Marco Faustini, fratello del librettista Giovanni Faustini, che lavorò prima presso il teatro San Cassiano e poi al teatro Santi Giovanni e Paolo, accompagnando numerosi artisti al successo.

L’impresario nel ‘700

L’impresario si affermò come figura di intermediario e inizialmente i suoi principali interlocutori, con cui discutere di affari, erano soprattutto nobili. In particolare quest’ultimi si occupavano della costruzione di teatri da cedere in appalto attraverso un contratto, all’interno dei quali venivano stabilite una serie di condizioni, tra cui ad esempio il numero di opere da rappresentare. Nel contratto era prevista anche una dote nei confronti dell’appaltatore, qualora quest’ultimo non fosse riuscito a coprire le spese con il solo costo dei biglietti.

Uno figura di spicco del mondo degli impresari del ‘700 fu Angelo Carasale, un appaltatore attivo nella città di Napoli che si occupò dei lavori per la realizzazione del Teatro San Carlo e della Reggia di Capodimonte sotto il regno dei Borbone.

Ma in quel periodo, in cui l’impresario divenne sinonimo di persona priva di scrupoli e pronta a tutto, questa figura divenne ispirazione per una serie di opere teatrali satiriche. Nel suo libro L’impresario d’opera, lo storico John Rosselli ha raffigurato in maniera dettagliata il carattere affarista dell’impresario.

Mozart e l’impresario teatrale

Tra coloro che si interessarono alla figura dell’impresario c’è anche Wolfgang Amadeus Mozart, il quale nel 1786 compose, in appena due settimane, un libretto intitolato proprio L’impresario teatrale. La trama narra di un impresario che trova difficoltà a creare una compagnia per uno spettacolo a causa delle rivalità che si vengono a formare tra i personaggi, in particolare tra i soprano Frau Herz e Fräulein Silberklang.

L’opera, formata da un’ouverture, da un’aria e un rondò, venne interpretata per la prima volta il 7 febbraio 1786.

‘800: la figura dell’impresario scompare

Nel XIX secolo, la figura dell’impresario lasciò il posto a quella dell’editore. È il periodo questo in cui si sviluppò la forma “industriale” dello spettacolo, grazie anche ad una serie di riforme politiche che introdussero notevoli cambiamenti, come ad esempio il diritto d’autore o le compagnie stabili.

Tra le figure di spicco dell’800 c’erano gli impresari Merelli, Lanari e Barbaja. In particolare a quest’ultimo si deve la popolarità di grandi musicisti dell’epoca, tra cui Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini. Dopo il suo arrivo a Napoli, la sua fama divenne ancora più grande, al punto che venne soprannominato “il vicerè di Napoli” e “il principe degli impresari”.

Ebbe un notevole riscontro anche l’impresario francese Eugène Bertrand, il quale fu il primo a produrre le opere del compositore tedesco Richard Wagner.

Tra gli impresari che caratterizzarono invece l’inizio del secolo scorso ci fu Giovanni Zenatello. Nel XX secolo però, a seguito della statalizzazione dei teatri, si verificò il declino della figura dell’impresario a favore della figura del manager.