Lo stretto legame tra musica e colori

Il legame tra musica e colori è stato oggetto di numerosi studi e ricerche. Entrambi, infatti, hanno una forte capacità di influire sulle nostre emozioni. In particolare, è stato molto approfondito dagli scienziati il fenomeno della cromestesia, cioè la capacità di vedere il suono come colore. Tale fenomeno rientra nella cosiddetta sinestesia, un percorso neurologico sensoriale-percettivo. 

Cromestesia: la storia

I primi cenni alla cromestesia risalgono al 1772 e in particolare al trattato sull’origine del linguaggio di Johann Gottfried Herder, il quale parlò per la prima volta di un’associazione in alcuni soggetti di suoni e colori. 

Il primo ad interessarsi della sinestesia fu Georg Tobias Ludwig Sachs nel 1812, il quale, in una sua dissertazione medica sul suo albinismo, descrisse che gli apparivano idee colorate.  Il termine cromoestesia si deve però a Charles-Auguste-Édouard Cornaz, che menzionò per la prima volta la parola in una dissertazione sulla malattia dell’occhio nel 1848. 

Nel 1881, furono invece Eugen Bleuler e Karl Bernhard Lehmann a individuare sei diversi tipi di sensazioni secondarie, chiamate anche immaginazioni secondarie. Nello specifico, la più comune tra queste era denominata fotismo sonoro, descritto dai due come “sensazioni di luce, colore e forma che vengono suscitate attraverso l’udito”. Poco dopo la loro ricerca, apparve in un quotidiano austriaco il termine udito colorato, che ancora oggi viene utilizzato descrivere il fenomeno della cromoestesia.

Un anno che fa da spartiacque nella storia della sinestesia fu il 1892, quando negli Stati Uniti iniziarono i primi studi scientifici approfonditi, ma tra il 1920 e il 1940, contemporaneamente all’aumentare dell’interesse verso il comportamentismo, si assistette ad un crescente disinteresse per la sinestesia. Il fenomeno tornerà ad essere oggetto di studio a partire dagli anni ‘80 del secolo scorso, quando Il numero di articoli scientifici sull’argomento aumentò sensibilmente. Ancora oggi, la comunità scientifica sta cercando di comprendere i meccanismi alla base del fenomeno attraverso numerose ricerche.

Cos’è la cromoestasia 

Ma cos’è nello specifico la cromoestesia? Con questo fenomeno si intende un tipo particolare di sinestesia, che consiste in una percezione acustica che evoca un’esperienza visiva. Alcuni soggetti, infatti, hanno la capacità di riuscire a vedere la musica e i suoni nelle forme e nei colori. In alcuni casi, si possono avere percezioni del gusto e dell’olfatto, arrivando a sentire anche la consistenza sulla punta delle dita.Come abbiamo già detto, la cromoestesia è il più comune tra i tipi di sinestesia. Nello specifico, alcune statistiche hanno dimostrato che essa è presente in circa il 40% dei sinesteti. Un ulteriore studio ha invece stabilito una prevalenza della sinestesia del suono nella popolazione compresa tra il 5% e il 15%.

I fenomeni sinestetici sono automatici e involontari, ma per percepire è necessario comunque avere la massima consapevolezza. Basta infatti una semplice distrazione per eliminare la percezione e non vivere esperienze sinestetiche. 

In molti soggetti con cromoestesia è stata rilevata una probabilità più elevata di avere un’inclinazione artistica maggiore e una capacità o comunque un maggiore interesse nel suonare strumenti musicali. In generale, molti soggetti sinestetici sono più propensi a lavorare in settori creativi. 

La storia di Alexander Scriabin

Uno dei sinesteti più conosciuti è Alexander Scriabin, un compositore e pianista russo.La sua capacità di associare colori e emozioni ha impattato anche sulla sua arte musicale. Infatti, sviluppò anche una tastiera con luci, la quale abbinava i colori alle diverse note musicali. Il compositore suonava lasciandosi ispirare direttamente dai colori e non dalle note.  Scriabin, influenzato inizialmente dalle teorie superomistiche di Nietzsche, si avvicinò in seguito alla Teosofia, diventandone un sostenitore. Verso gli ultimi anni della sua vita, invece, si interessò al misticismo.

In realtà, sulla sua cromoestesia ci sono molti dubbi, ma nel 1911 il musicologo russo Sabaneyev pubblicò per la prima volta una tabella della mappatura suono-colore di Scriabin. Morì il 17 aprile del 1915 a Mosca di setticemia.