MADAMA BUTTERFLY: l’opera di GIACOMO PUCCINI

Considerata da tanti un’opera banale, priva di un significato profondo e molto commerciale, Madama Butterfly è sicuramente una delle opere più importanti del panorama artistico del ‘900.

Scritta da Giacomo Puccini agli inizi del Novecento, è un’opera in tre atti (originariamente due)  definita nello spartito e nel libretto “tragedia giapponese”.

L’opera debuttò il 17 febbraio 1904 al Teatro La Scala di Milano, una prima che si rivelò un vero fiasco con grande sconcerto di Puccini.

La trama

La storia racconta un amore straziante e profondo ambientato in Giappone ed affronta uno dei temi centrali del decadentismo: il dramma della perdita. Più precisamente, Madama Butterfly affronta il concetto di cambiamento psicologico che si affronta in seguito ad una perdita, senza avere la possibilità di elaborazione del lutto.

Vediamo insieme nello specifico i personaggi e la storia.

Primo Atto

La storia inizia a Nagasaki, agli inizi del ‘900. dove Pinkerton, tenente della marina degli Stati Uniti, si unisce in matrimonio a Cio-Cio-San, una geisha quindicenne. Il matrimonio si celebra secondo la legge giapponese; questo da diritto a Pinkerton di ripudiare la moglie in qualsiasi momento per sposare una donna americana. Pinkerton è un uomo frivolo e poco fedele mentre Cio-Cio-San – che dopo le nozze si fa chiamare Madama Butterfly – è realmente innamorata del suo consorte.
Questo amore la fa accusare di aver ripudiato la sua famiglia e le sue tradizioni e fa infuriare terribilmente suo zio Bonzo.

Secondo Atto – parte prima

Poco tempo dopo la celebrazione delle loro nozze, Pinkerton torna negli Stati Uniti, abbandonando la giovane Cio-Cio-San. Nonostante l’incredulità di tutti i suoi cari, compresa la sua fedele ancella Suzuki, Butterfly è invece convinta che suo marito farà ritorno da lei proprio come promesso.
Intanto Pinkerton, una volta tornato in patria, si risposa con l’americana Kate e mantiene i contatti con il console Sharpless, chiedendogli di raccontare a Butterfly del suo nuovo matrimonio. Apprendere la notiza non fa cambiare idea a Butterfly che è ancora follemente innamorata di suo marito e gli è completamente fedele. Butterfly è così accecata dall’amore per Pinkerton che per convincere tutti della fedeltà del marito, mostra al console il figlio nato dalla breve relazione con il tenente,
Dopo tre anni Pinkerton fa ritorno a Nagasaki insieme a Kate e Butterfly chiede alla sua ancella di preparare la casa al meglio per accogliere il suo amato.

Secondo Atto – parte seconda

Una volta a Nagasaki, Pinkerton viene messo a conoscenza dell’esistenza di suo figlio e si reca da Butterfly con un solo obiettivo: portare suo figlio negli Stati Uniti.
A questo punto, finalmente Butterfly apre gli occhi e capisce come stanno le cose: il suo grande amore è soltanto un’illusione
Decide dunque di uscire di scena in silenzio: pone il bimbo in una culla di stuoia ed infine si toglie la vita con un pugnale cerimoniale donatole dal padre.

Opera spartiacque nella produzione Pucciniana, Madama Butterfly  è un monodramma che ruota intorno alla storia interiore di una protagonista unica. Pare proprio che il destino di Cio-Cio-San trovi grande corrispondenza nell’incoscio di Puccini tanto da permettergli di esplorare a fondo la psiche del personaggio e definirlo in maniera eccellente rispetto a tutte le sue altre eroine.

Un dramma psicoanalitico che rispecchia perfettamente il periodo storico in cui è stato scritto e le emozioni vissute da Puccini in quel preciso momento della sua vita.