Parlami d’amore Mariù nella storia della musica italiana

Scritta più di 90 anni fa, Parlami d’amore Mariù è senza dubbio una delle canzoni più conosciute della tradizione della canzone italiana. Grandi interpreti nel corso degli anni hanno dato voce alle parole scritte dagli autori Cesare Andrea Bixio ed Ennio Neri, tra i quali Luciano Pavarotti, Placido Domingo, Luigi Tenco, Claudio Villa, Giorgio Gaber, Beniamino Giglio, Fred Buscaglione e Mina.

Ma andiamo a scoprire come e quando nasce questo capolavoro della storia della musica italiana e anche alcune curiosità legate ad esso.

La nascita di Parlami d’amore Mariù

Le origini del celebre brano risalgono al 1932, ormai 90 anni fa, quando il proprietario della Cines, una casa cinematografica fondata nel 1906, tra le principali in Italia a quell’epoca, venne sostituito da Emilio Cecchi, critico letterario e critico d’arte, all’interno del film Gli uomini, che mascalzoni. Cecchi impose sin da subito la canzone Taxi come colonna sonora del film, ma inserì all’interno anche Parlami d’amore Mariù. Quella del critico letterario italiano fu una scelta lungimirante, visti i grandi successi che il brano ebbe a partire proprio dall’uscita nelle sale del film.

Ma come nasce la canzone? Parlami d’amore Mariù è una canzone dedicata da uno dei due autori, Cesare Andrea Bixio, alla moglie Mary, chiamata anche Mariù. Cesare Andrea Bixio è stato un compositore di musica napoletana, nato nella città partenopea nel 1896. A lui si devono più di 500 canzoni e 150 colonne sonore. È senza dubbio uno dei grandi personaggi che hanno caratterizzato la storia della musica italiana. Nel momento in cui l’autore scrisse il brano insieme a Ennio Neri sin da subito si rese conto della straordinarietà del testo. Inviò quindi il brano al produttore Stefano Pittaluga per farlo inserire nel film, ma la canzone venne rifiutata. Fu poi Emilio Cecchi, come abbiamo visto, ad inserirla all’interno della colonna sonora. 

Ennio Neri è stato un altro grande poeta e compositore italiano, fin da ragazzo appassionato di musica e poesia. A lui infatti si devono alcuni grandi successi, scritti soprattutto in dialetto romanesco, tra cui per esempio Fiocca la neve Com’è bello fa l’amore quanno è sera. Non è un caso infatti che l’autore sia considerato uno dei pionieri della canzonetta italiana. Negli ultimi ultimi anni della sua vita è stato insignito anche dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat della medaglia d’oro come riconoscimento per la sua carriera.

La diffusione di Parlami d’amore Mariù

Nel 1933 venne realizzata anche una versione francese della canzone, intitolata Le chaland qui passe. Tale versione venne interpretata da molti autori, tra cui Lys Gauty e Tino Rossi. Proprio grazie a tali interpretazioni la canzone scavalcò i confini europei e da quel momento se ne interessarono numerosi artisti, come ad esempio Beniamino Giglio, Natalino Otto, Luciano Tajoli, Mario Lanza, Johnny Dorelli, Narciso Parigi, Fred Buscaglione e Luciano Virgili. L‘anno successivo il tema della canzone venne utilizzato all’interno della colonna sonora del film di Jean Vigo, L’Atalante.

Nel 1958 Vic Damone, nome d’arte Vito Rocco Farinola, un cantante americano figlio di due immigrati italiani, Rocco Farinola e Mary Damone, incise il brano con il nome Tell me that you love me, che venne inserito dall’artista all’interno del suo album Angela mia. In realtà, esiste anche un’ulteriore versione in americano chiamata Love’s last word is spoken, realizzata da Bruce Silver.

Negli anni seguenti il pezzo venne interpretato anche da Luigi Tenco, da Christian De Sica e da Giorgio Gaber, che inserì la canzone in un suo spettacolo. Tuttavia, l’interpretazione di Parlami d’amore Mariù che maggiormente resterà nella storia è senza dubbio quella di Vittorio De Sica, il primo a cantare il brano all’interno del film del 1932.

La canzone è stata cantata anche all’interno del celebre film di Gabriele Salvatores, Mediterraneo, dall’attore Diego Abatantuono, che interpretava il ruolo del maggiore Sergente Lorusso. Oltre ai film, è stata inserita anche in molteplici pubblicità, come ad esempio quella della Mulino Bianco del 1995 e lo spot di Dolce e Gabbana.