Registro vocale femminile: quanti tipi di soprano esistono?

di Silvia Semonella

L’etimologia della parola “soprano” deriva dal latino superius, “più alto”.

Essere un soprano, infatti, nella lirica vuol dire possedere non solo la voce più acuta di tutte ma, molto spesso, anche quella tra le più virtuose ed elaborate, comprendendo varie sfaccettature e la tipica estensione di due ottave (dal Do centrale al Do sovracuto).

Col termine soprano, in verità, ci si riferisce anche alle voci bianche, ossia ai canti dei bambini dalla nascita alla pre-adolescenza, quando ancora non è subentrato lo sviluppo fisico e il conseguente cambiamento della tonalità vocale.

Una delle domande che vengono poste più spesso a chi possiede questo registro è: “che tipo di soprano sei?”; si intuisce, quindi, che la definizione non è assolutamente univoca e che esistono timbri diversi tra loro.

Scopriamoli insieme!

Il soprano di coloritura e quello lirico

Tra le tipologie più amate nell’Ottocento, quando la maggior parte dei ruoli venivano scritti ad hoc per voci del genere, il soprano di coloritura è la voce più brillante e abile. Infatti, si distingue per la capacità tecnica di eseguire una serie di ornamenti virtuosistici su una parola o su una sillaba utilizzando al massimo l’agilità vocale. 

Il soprano lirico, invece, ha una voce più calda, specializzato sia nel canto elegiaco sia in quello di forza. Comparve per la prima volta sulle scene durante il periodo verdiano, quando il compositore sentì la necessità di creare un nuovo ruolo per le sue protagoniste femminili: voci cangianti e morbide per esprimere grande pathos ma, allo stesso tempo, maggiore sonorità per rendere al meglio la tensione drammatica.

Esempio lampante ne è il personaggio di Mimì ne “La Bohème“.

Il soprano spinto, quello drammatico e il falcon

Caratterizzato da un timbro scuro, ricchezza, pienezza, volume intenso e buona tenuta nel registro grave, il soprano drammatico spesso si può trovare in tarda età: ruoli tipici sono Lady Macbeth e Abigaille.

Possiede, invece, un grande volume di voce intensa e avvolgente il soprano spinto, identificabile nel personaggio dell’appassionata Tosca.

Infine, troviamo il soprano Falcon, che potremmo definire come la via di mezzo tra il soprano e il mezzosoprano: possiede, infatti, l’acuto del primo ma anche le note gravi del secondo; il suo timbro è molto scuro e, di solito, interpreta ruoli tipici del soprano spinto/drammatico pur potendosi dedicare con facilità anche a ruoli da mezzosoprano, la cui estensione vocale tipica è di oltre due ottave, dal La grave al Si bemolle acuto, toccando anche il Do sovracuto.